ALBANESE MICHELE nato a Melfi (PZ) il 30-01-’32 e dopo varie peripezie in Italia e all’estero si è stabilito a Rutigliano dove opera.                                                                Ha scritto: Poesie, poemi, Tragedie, Racconti, Romanzi e saggi. Alcune poesie compaiono in antologie e riviste. Di carattere introverso e timido con tendenze filosofiche. Concepisce gli scritti come parti soggettivi simile a Giove che partorì Minerva, per cui gioisce se questi figliuoli vadano fra la gente specialmente fra amici e conoscenti. Non crede al post mortem in quanto la sensibilità è nulla. Giudizio critico: Immagini che danzano, tra profumi e colori, nello scenario della nostalgia, nella ricerca di una primavera che sembra essere sparita…. Il poeta Michele Albanese ci fa effettivamente meditare su realtà che rattristano i poeti. Nel complesso gioco delle stagioni manca quel elisir che inebriava gli uomini, ammaliandoli con la bellezza di una radiosa primavera. Sono molti i temi di cui si ispira la poesia del nostro bravissimo autore, connotata anche da importanti risvolti sociali.

 

PRIMAVERA

O bella Primavera

giuliva e sorridente

che allietavi    

i cuori degli uomini.

Con piedi nudi danzavi

graziosa e leggera   

sulle punte

avvolta da svolazzanti veli.  

Ti adornavi di fiori 

e profumi esalavi  

elisir dei sensi  

fra farfalle multicolori.

Ora come Biancaneve  

giaci immobile 

inerme.

Qual principe ti sveglierà? 

La tua assenza

rattrista gli uman poeti  

e nella solitudine

ti contemplano

in Botticelli.

 

TERRA SANTA

Irrompe la rabbia

Incessantemente

nel taglione mordace

furente.

Si rivoltano le zolle

insanguinate,

sacro e profano

è scandito dal tempo.

L’ulivo è riarso!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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