Alfio Arcifa, nato a Catania e residente a Rieti, CAP 02100 Via matrice, 40 –   Docente di lettere in pensione, ha collaborato e collabora con diverse riviste. Autore di prestigio, ha dato alle stampe numerosi volumi di poesia, di critica e di prosa ed ha fondato e dirige la rivista letteraria “Il Tizzone”. Giudizio critico :    Nella poesia che viene presentata il fulcro della descrizione poetica è pretestuosamente il temporale, mentre  in effetti è l’uomo che col suo sudore “si guadagna il pane quotidiano”, secondo l’espressione biblica. La natura mostra  una grande vitalità ed irruenza. La campagna appare assolata e in fermento . Gli uccelli sembrano impassibili. Si tratta di un tuffo nella società contadina, che sia poi quella di Sicilia o del Lazio o della Lombardia, non importa. E sembra quasi un tuffo nel passato, come si può evidenziare dal casolare riarso dal sole , dai contadini che si affrettano a coprire i covoni, dal continuo parlottare. Mi sia  concesso un riferimento letterario: “La quiete dopo la tempesta” di Giacomo Leopardi . Se le situazioni nelle due poesie sembrano simili, vi è una differenza sostanziale. Mentre in Leopardi la quiete, che è frutto e conseguenza di una tempesta, la si respira gia dai primi versi, qui la quiete è solo  una pausa  per poter  raccogliere  gli attrezzi agricoli e ritornare nel casolare. La pioggia è benefica e l’uomo non può che benedire  il giorno. Poesia descrittiva, poesia contemplativa, poesia di interpretazione dei segni della natura, la poesia di Alfio Arcifa, non lascia certo indifferente il lettore, ma lo coinvolge fino in fondo.

 

TEMPORALE ESTIVO IN CAMPAGNA

Nell’aperto casolare

riarso dal sole,

i contadini godono un momento

di meritato riposo.

Alti sono i covoni

che fanno prevedere per domani

un abbondante raccolto.

Ma all’improvviso un tuono

scuote l’aria e grigio

si fa il cielo nella lontananza.

I contadini si affrettano

a coprire i covoni con i teli d’incerata

e fina comincia a scendere

sulla vuota terra la pioggia

che risuona sui pampini delle viti.

Le colombe distese sul muro

del casolare

sembrano non accorgersi di nulla

mentre una rondine ondeggia tranquilla

sull’unico filo della corrente

che attraversa il campo

e sembra che il ritmo accompagni

dell’improvviso temporale estivo.

Gli uomini in attesa

parlottano nel casolare

e quando la natura si fa quieta,

qua e là si spandano nel campo

a raccogliere gli attrezzi

e a benedire il giorno.

 

Alfio Arcifa

(Poesia tratta dal volume “Sprazzi di luce” a cura

di Alfio Arcifa)

 

 

INDIETRO