ANGELO MANITTA, nato a Castiglione di Sicilia il 3 febbraio 1955, ha conseguito la laurea in Lettere presso l’Università di Catania con una tesi su “ Il fu Pascal “ di Pirandello.   Docente nelle scuole medie, collabora a diversi giornali. Negli ultimi anni  ha ottenuto numerosi riconoscimenti in manifestazioni letterarie. Tra le pubblicazioni si ricordano: “Fragmenta” (poesie); “Vergella e le sue contrade” (saggio); “Lettere ad Orazio” (lettere-saggio); “Donna in punti di piedi” (poesie); “Castiglioni di Sicilia”(saggio) e tanti altri volumi eccellenti di saggistica e di poesie. Presidente dell’Accademia “Il Convivio” e del periodico omonimo. Giudizio critico: Angelo Manitta, poeta intimista e profondo, un vate ispirato da un’arte di indiscusso pregio “Lasciami dire” vuol essere una puntualizzazione delle negatività esistenti in un mondo vuoto, privo di vitalità; carenze di una realtà che dovrebbe, invece,  dare gioia all’esistenza…” Non  odo canto d’uccelli / né onde fruscianti che sbattono / logore scogliere…” Questo silenzio  d’apertura è sintomatico, un silenzio quasi apocalittico che rispecchia uno stato d’animo, la natura stessa partecipa a questa nullità, cielo plumbeo che oscura le stelle…” i boschi / non comunicano orizzonti / infiniti “… In questa sfera di incertezza Manitta sente urgente il bisogno di sfogarsi…” Lasciami dire / come insensate mentre navigo / tra vergini flutti..” C’è bisogno di dare sfogo alla sua infinita tristezza e la fantasia si scatena in una ipotetica danza…” su prati di perle..” fascinosa impaginazione! Non soddisfatto di questo slancio emotivo, vorrebbe vincere ostacoli, penetrare nelle profondità dell’ignoto, vorrebbe addolcire questa durezza generale, ammansendo gli animi più duri, insomma, esplode nel cuore di questo vivace poeta quel inno all’amore che dovrebbe essere alla base della nostra stessa esistenza. In sintesi, questo è un messaggio chiaro: solo con l’amore le cose potranno migliorare, quel  amore  che è solidarietà, comprensione , rispetto reciproco.

 

LASCIAMI DIRE

Non odo canto d’uccelli

né onde fruscianti che sbattono

logore scogliere. Ali

piumate e scie

 

schiumose m’infondono sensi

d’oblio. L’acqua umile

non riflette  le stelle . I boschi

non comunicano orizzonti

 

infiniti. Lasciami dire

cose insensate mentre navigo

tra vergini flutti Ah! Se danzassi

su prati di perle!

 

Piegherei gli alberi rigidi,

scandaglierei abissi d’immagini,

addolcirei le pietre, insegnerei

agli uomini ad amare.

 

Angelo Manitta

(Poesia tratta dal volume “La ragazza di Mizpa” –Emmeffe Charta)

 

 

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