Ignazio Privitera è nato a Catania il 23 febbraio 1928. Ha compiuto gli studi tecnici a Roma. Fondatore e presidente dal 1974 del C.D.A.P.  – U.P.C.E. -  Centro Divulgazione Arte e Poesia – Unione Pionieri della Cultura Europea, dal 1969 ha allestito mostre personali d’arte e Poesia   riscotendo  il favore  della critica e del pubblico. E’ stato iscritto nelle liste speciali dell’ordine dei giornalisti di Sicilia in qualità  di Direttore  responsabile ed editore della Rivista Arte e  Società da lui fondata nel 1978.  Membro di varie giurie; le sue opere artistiche figurano in numerosissimi Musei, enti pubblici, biblioteche e collezioni private in Italia e all’Estero, mentre le sue opere sono inserite nei maggiori cataloghi d’Arte contemporanea.  Le opere  letterarie sono state inserite in varie antologie e riviste nazionali ed estere. Ha ricevuto numerosi e  lusinghieri riconoscimenti da parte di critici, e da  Accademie.  Giudizio critico:     Quando si arriva ad una età in cui si è vissuto con intensità gli anni appena passati, i ricordi  diventano  forse l’unico sollievo per l’anima. E qui il poeta  sembra voglia illuminare il tracciato amoroso della propria storia, un percorso da proporre al lettore sotto forma di versi lineari e veri. Una confessione non più sussurrata e , al tempo stesso, un elogio alla donna in generale, oltre a quelle che hanno riempito i momenti  bui della sua vita. Da questo tema parte  il poeta per illustrarci il suo rapporto  con il mondo , o se vogliamo, con le donne ; ma non è forse  l’amore in tutte le sue forme a reggere le sorti di questo pianeta? Qui il poeta  Privitera mette in evidenza una delle tante realtà che si sono specchiate  nella sua esistenza, dove l’amore  vero (non quello fisico) ha avuto un ruolo predominante nel cammino a volte coperto dall’inverno che con il suo gelo assedia la vita.

 

ALLE DONNE AMATE

 

A voi che come fiori

di primavere sempre nuove

mi avete donato il

vostro profumo, grazie,

grazie per aver riempito

gli attimi della mia solitudine,

grazie per quella lieve

carezza datami senza

nulla chiedere,

grazie per quella lacrima d’addio

versata con pudore e che

porto ancora sulle labbra,

grazie per i baci, le carezze,

i sogni fatti e non avverati,

per gli attimi d’amore

rubati alla vita e che il tempo

non potrà mai cancellare,

grazie per avermi regalato

la nostalgia di un ricordo che

riempirà le mie sere

nell’inverno della vita,

grazie!

 

Ignazio Privitera

 

(Poesia tratta dal volume “Arte e poesia”

della   CDAP-UPCE 

 

 

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