Trimestrle “Incontro cultura 1998

Nota critica  DI CLORINDA MACCIO

Sul libro di poesie “DECLINO “ DI Alfredo Varriale

 Temi alternanti suggeriti da sentimenti diversi  caratterizzano i versi di Alfredo Varriale.

Le poesie contenute nel libro sono ispirate a fatti reali e scaturiscono da considerazione ed osservazioni su temi molteplici. I versi, oltre che essere dotati di profonda intensità lirica, sono manifestazione espressiva di sensazioni vissute intensamente nel loro afflato poetico e nella loro umana emotività.

Non vi è nel libro soltanto una linfa liricamente molto valida, ma anche una intensa e delicata partecipazione dello scrittore a vicende vissute, a vicende drammaticamente vere e reali come nella composizione “Sarajevo” in cui il poeta vicino “ ai vinti offesi fin giù ai precordi dell’alma ci invita ad essere consci, dolenti e non indifferenti spettatori.

  Il dolore è amarezza e sofferenza ma “se scorre il tempo come il fiume” “tenendoci per mano” potremo superare tutto affrontando  scogli taglienti di fuoco.

   Nella fratellanza, nell’amore nel comune e quasi ripetitivo impegno degli uomini  ad aiutarsi vicendevolmente è la chiave per trovare la forza di opporsi al male e alle catastrofi che si abbattono su di noi.

  La speranza che “domani ci sarà quel giro tondo dove i buoni cristiani sazieranno tutto il mondo” è l’unica possibilità di sopravvivenza che rimane all’umanità: si potrà sempre vivere se sapremo amare perché la forza dell’Amore è realmente tanto trainante da farci comprendere ogni essenzialità degli elementi vitali ed inalienabili del vivere.

  Il materialismo corporeo si spiritualizza divenendo eterna ed insopprimibile vitalità soltanto se ci sarà “un po’ di cuore per chi soffre e si dispera”.

   Tale è l’intensa nonché umanamente poetica dell’Arte di Alfredo Varriale che, nei suoi versi, ha mirabilmente fuso tali elementi rendendoci partecipi della profonda ed inimitabile musicalità delle sue poesie.

 

 

Giudizio critico  di Adriana Scarpa sulla Poesia “Il mondo stà sbagliando”

 Questa di Alfredo Varriale è una poesia di denuncia.

I conflitti, il prevalere del male, Abele che ha scordato la bontà ci mostrano un mondo che si sta imbarbarendo.

Il mondo sta sbagliando ma nessuno, fra chi sarebbe in grado di farlo, prende in mano le redini per cambiare le cose. Chiuso nel proprio egoismo si cura soltanto dell’interesse personale.

Eppure la pace dovrebbe essere fine da perseguire da parte di tutti.

Quale mondo lasceremo in eredità ai nostri figli?

Ben vengano composizioni come questa, con la speranza che, anche in minima parte riescano a toccare gli animi degli uomini.

 Tratta dal volume N.14 della collana “Poeti e Pittori del terzo millennio”.