(Critica rilevata da: (Selezione di saggi critici “Respiri di luce ed ombre” di  

 Luigi Crescibene  -Giugno 2003 -.(Palladio Editore)

 Alfredo Varriale dipinge il bello. Ne dipinge i fremiti raccolti, i palpiti attoniti, le stormenti risonanze: Così opere che appaiono canti all’amore e allavita, nella loro ariosa e limpida apertura, si assiepano e rifondono ad altre di gemente e ovattata malinconia che appaiono come gocce di rugiada attraversate e sfinite sul far dell’alba dal chiarore del giorno che nasce. E colori fissati nella dissolvenza in conclusa, privi di rigide linee di contorno, si agglutinano ad altri chiari e compatti, tersi e generosi, pieni e brillanti che scorrono sotto i nostri occhi come il fluire lento e preciso del tempo, La fruizione della sua  caducità ci appare come una comunicazione sincera realizzata nella storia delle esperienze del vissuto dell’umanità. Il dato oggettivo si traveste della luce dell’incanto, ci allontana dalla mesta e fiaccolata percezione della sua limpida verità. Assume il ruolo paradigmatico di “medium” per una acquisizione piena e mossa  delle leggi che lo animano. La nitidezza del dettaglio sfuma e si perde nella rara ed ebbra suggestione dello sfondo. La tecnica di Alfredo Varriale cerca di eliminare il discrimine  tra arte e vita, tra arte e realtà risolvendosi in una pulsante e mordente rappresentazione della vita stessa. La comunicazione artistica del maestro salernitano, chiara e magmatica, serena e convulsa si dipana nella sedimentazione dei rovelli e, più ancora, dei gaudiosi momenti del vivere che raccordano pene e gioie, che distendono le rughe del peso esistenziale come momento di sintesi dell’umano divenire. Le nature morte di Varriale si tendono, vibrano e si flettono, si umanizzano frementi di un’urgenza che sembra caricarsi di insorgente emotività. E il paesaggio umbratile e radioso, terso e disteso in campiture, appena marezzate sullo sfondo, assurgono a livelli di chiare accensioni e sfinimenti dell’animo.

Alfredo Varriale è anche questo. La poesia sommersa e turgida, schiumante e vigorosa albeggia nella sua pittura. Quando la rugiada si sfalda e si rafferma in gocce di pianto, quando le stelle sembrano danzare accendendo il cielo, quando la luna traveste di perle e d’argento il mare che trema.