RICCO IMMISERITO

Il ricco in bilico s'atteggia pavido

con i suoi posteri che lascia miseri.

Non dorme placido; in cuore ha palpiti

che non dileguano.  

Vorrebbe perdere le braccia e vincere

virtù indelebile. Poi ripromettere

a sé quel brivido c'ottenne facile

nei tempi prosperi.  

Neppure un attimo gli resta giubilo,

ha il cuore lugubre più del sarcofago.

Non sa più piangere 'ch'è troppo flebile  

la forza intrinseca.

-…Ridotto al lastrico, son miserabile!

Non posso accogliere la triste immagine…

Ben venga Satana, re delle tenebre

per la mia anima.

Nel tratto effimero sovvien l'angelica

voce d'ascetico. Gli vibra debole

nell'alma querula: - Dovrai da pudico

cessar di vivere.

 

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