Adriana Scarpa di Treviso si occupa  di poesia da oltre trent’anni,  collabora a periodici con interviste , articoli e recensioni. Ha pubblicato 27 volumi  di liriche, figura in numerosi dizionari d’arte. Oltre 250 sono i primi premi assoluti che ha conseguito, sia per la prosa che per la poesia in italiano ed in dialetto veneziano. Giudizio critico: L’artista è ben nota per la sua grande  versalità  poetica, rapida nel sorprenderti per la prontezza a cogliere i significati  più etici e profondi. Elogia il gioco  perché non abbiamo saputo mantenerlo vitale,limpido, sereno e gioioso, fatto di piccoli atti e di piccole cose: “ma lontano / le statue erano calde / come carne / quando si giocava insieme a rimpiattino.” Questo gioco lo pratichiamo per tutta la vita, quotidianamente, ma sono cambiate le regole impostate su di un egoistico agonismo e portate avanti senza amore e le stesse statue dietro le quali ci si nasconde e che un tempo emanavano calore umano, adesso sono amorfe e fredde: E’ un richiamo ad essere più umili e veri ed anche se l’esistenza  ci impone  di barare e snobbare, è bene sempre tenere viva questa immagine ludica che parla ed esprime solo amore.

 

ELOGIO DEL GIOCO

Si cominciava dalle fionde,

dai cerchi, dalle biglie

nascoste nella tasca del grembiule.

Fuori, a cantare giochi

nella sera, stava il bambino-nuvola

il cui cielo azzurro, piccolissimo,

era una corsa pazza lungo il fiume.

 

Io, tu, eravamo lucciola e bicchiere

il gatto e il pesce rosso

l’ombra dell’aquilone.

Nel teatrino del parco a volte tu,

altre io,si era

la marionetta senza fili

e a sera, per rinchiuderci

nel sonno, bastava un clic

a spegnere la lampada.

 

Quei giorni – un colpo, un fischio,

l’altalena-

avevano gote rosse e un turbinio

di vento tra i capelli.

Il corpo ci si svelava piano,

schiudeva gemme nell’adolescenza,

ma intanto

le statue erano calde/ come carne

quando si giocava insieme

a rimpiattino.

 

Scarpa Adriana

 

 

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