Pacifico Topa , poeta, saggista e critico, è nato  Cingoli nella provincia di Macerata  dove vive in via San Paterniano,10. Da oltre trent’anni si dedica all’attività artistica. E’ un apprezzato critico d’Arte, ma anche valente poeta. Collabora con numerose riviste e giornali, tra cui anche il “Convivio”( organo informativo dell’omonima Accademia Internazionale); “Poeti nella Società”; ecc.. Le sue recensioni e i suoi saggi sono puntuali e ben curati. Esperto in problemi pedagogici, ha al suo attivo numerosi volumi di saggistica e di poesie. E’ presente su numerose antologie. Giudizio critico: Splendida la poesia di Pacifico  Topa, anche quando è ispirata al più triste ed ineluttabile degli eventi: la morte. Una realtà scolpita nell’immobilità di un volto, nell’ora più mesta  annunciata dai rintocchi di una campana… l’immagine della dipartita di un essere  umano è bagnato dalle lacrime  di chi lo ha amato e vive. La fede, la speranza del passaggio in un altro regno,  consola ed offre  uno spiraglio di luce. Versi forti decisi, significativi, lasciano il segno e caratterizzano la lirica   di Pacifico Topa.

 

LA MORTE

 

Tristi rintocchi lenti di campana

annunciano la mesta dipartita

da questa terra d’una vita umana

che ha lasciato per sempre  casa avita.

Stende il dolore, attorno, le sue braccia,

segnando con la coltre sua funesta

le lacrime che bagnano la faccia

di chi vive, cosciente, l’ora mesta.

Un caro volto immobile, incolore,

riposa sopra il candido guanciale,

un volto gia segnato dal dolore

per la morte avvenuta dopo il male.

Gli occhi chiusi, le mani insiem congiunte

dicono che l’anelito vitale

più non esiste e quelle guance smunte

confermano che almen non c’è più male.

Scena di morte  e lascia sempre il segno,

scena che trova albergo dentro il cuore:

il tragico passaggio all’altro regno!

 

Pacifico Topa

 

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